• Conoscere gli Shen, a cosa serve nella pratica shiatsu?

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    20190307 - Articoli - Conoscere gli Shen Monica Zucchini

    Conoscere gli Shen, a cosa serve nella pratica shiatsu?

    Articolo di Monica Zucchini
    Operatrice ed insegnante shiatsu. Commissario nazionale esami F.I.S.i.eo.

    Lo Shiatsu agisce attraverso pressioni portate sul corpo del ricevente e si potrebbe pensare quindi che coinvolga solo il miglioramento di aspetti fisici in disarmonia, ma come ben sa chi lo riceve, una delle prime cose che migliora è l’aspetto psichico: un esempio apparentemente banale, ci si sente subito più rilassati e tranquilli.

    Lo Shen, in Medicina Tradizionale Cinese, è uno dei “tre tesori” nell’ambito delle 5 sostanze fondamentali ed è immateriale e invisibile (rimando ad altri articoli gli eventuali approfondimenti sulle 5 sostanze fondamentali).

    Al termine Shen viene dato il significato di Spirito o Soffio o anche Mente ed è considerata l’energia più sottile e di grado gerarchicamente più alto presente nell’essere umano. Lo Shen, si dice provenga dal Cielo Anteriore (quindi dall’ignoto-trascendente e immateriale, primordiale), viene accolto nel Cuore dell’essere umano al concepimento (momento in cui le due energie dei genitori si fondono), radicandosi nell’aspetto più materiale e visibile del sangue (che lo ancora) e lì dimora fino al momento della morte.

    Lo Shen, descritto in molti testi come: animazione celeste, ordine sacro della vita, sorgente delle trasformazioni collegato alla Virtù, aspetto divino-spirituale, saggezza, si esprime generando influenze sulle caratteristiche fondamentali di ogni individuo, sulle sue potenzialità evolutive, sulla sua consapevolezza, sulla sua coscienza, sui processi mentali, sulle emozioni, sulla sua saggezza e conoscenza intuitiva.

    Lo Shen complessivo, detto anche shen ming (luminoso), è la raccolta di tutti gli aspetti psichici ed emozionali di ogni singolo shen di organo. Lo shen di ciascun organo raccoglie esperienza delle proprie qualità, durante tutta la durata della vita dell’individuo e riporta al cuore il materiale necessario all’evoluzione complessiva del suo spirito, per questo si dice che lo Shen di Cuore rappresenta la sintesi trasformativa della natura sottile dell’essere vivente e permette all’essere umano gli scatti evolutivi.

    L’ideale è che il Cuore sia come una ciotola vuota in cui tutto può passare e può essere accolto con attenzione vigile ed equilibrata. Quando lo Shen del cuore è in equilibrio è fisicamente visibile e riconoscibile nella brillantezza dello sguardo, nella luminosità dell’incarnato, nella parola chiara, saggia e gentile.

    Vediamo ora quali sono le caratteristiche dei singoli Shen, in equilibrio, di ogni organo.

    Lo Shen ospitato nel Fegato è lo HUN anche detto Anima Eterea, ed è il secondo che compare nell’embrione (il suo ideogramma rappresenta gli spiriti della terra, che animati dal movimento delle nuvole, salgono verso il cielo). Esso, radicato nel sangue e nell’organo, sale e scende fra terra e cielo, va e viene, e al suo ritorno si dice che porti doni, sotto forma di creatività, immaginazione, fantasia, sogni e premonizioni.

    Lo Shen ospitato nella Milza è lo YI ed è il quarto che compare nell’embrione, (è rappresentato dal cuore che contiene il suono, inteso come vibrazione del Cielo: “musica del cuore”) è collegato all’intelletto: alla memoria, alla riflessione, alla capacità di trasmettere i contenuti interni all’esterno traducendo i propri intenti in idee e comportamenti coerenti e comprensibili agli altri e contemporaneamente, metabolizza pensieri, parole, azioni, che arrivano dall’esterno, traducendoli in materiale comprensibile e utilizzabile all’interno.

    Lo Shen ospitato nel Polmone è il PO ed è il terzo che compare nell’embrione (è rappresentato da Spiriti della terra che si condensano e che scaricano verso la terra i residui e le eliminazioni), è anche detto “Anima corporea”. È legato alle attività istintive di prendere l’utile ed eliminare il non-utile (es. respirare) all’istinto di sopravvivenza e di autoconservazione (evitare ciò che ci può danneggiare), governa tutti gli automatismi del corpo: sia quelli legati alla memoria genetica della specie sia quelli legati alla memoria corporea acquisiti con l’apprendimento. A livello sottile è collegato alla capacità di introspezione (guarda indietro… fa sue le esperienze passate sia fisiche che psichiche e da qui getta le basi per l’azione presente).

    Il PO per apprendere ha bisogno della continua ripetizione, ma quando ha appreso conserva stabilmente ciò che è stato immagazzinato, ha quindi una grande inerzia… apprende lentamente, ma mantiene gli automatismi e rende faticoso cambiare le abitudini e innovare, ossia imparare correttamente una cosa che si è imparata male: a tutti i livelli dell’agire, dal fisico al mentale, determinando reazioni automatiche ai comportamenti). Il passato non si cambia, quindi solo nel momento presente, nel “qui e ora”, noi possiamo modificare il nostro Shen del polmone e determinare cambiamenti nel nostro futuro.

    Non è casuale che tutte le tecniche di meditazione e di autoconsapevolezza si basino sul lavoro sul respiro. Il respiro è un meccanismo automatico involontario, ma a differenza di altri (battito cardiaco, peristalsi ecc..) può essere agevolmente modificato con un minimo di volontà. La concentrazione su un respiro calmo e regolare favorisce uno stato mentale e fisico particolare in cui è come se il PO accumulatisi fino a lì, venisse momentaneamente disattivato, in modo da poter inserire nuovi dati, nuovi schemi in sovrapposizione a quelli precedenti.

    Questo ci consente di muoverci in nuove direzioni abbandonando il solco dell’abitudine, (ad esempio nutrendo amore là dove ha sempre imperato odio e rancore), con molta pazienza e tanta costanza, perché i tempi del PO sono lunghi e le modifiche lente e faticose, ma i risultati una volta ottenuti, tendono ad essere duraturi. Il movimento del PO è “entrare e uscire”, è qualcosa di più concreto rispetto all’ “andare e venire” dello HUN (shen del Fegato), è come entrare nella vita con il 1° respiro e uscire dalla vita con l’ultimo espiro e contemporaneamente fare ritorno alla morte.

    Può essere visto come un tornare a casa dopo aver fatto esperienza della vita… O anche come “entrare e uscire” da tutti i meccanismi ripetitivi: cibo, battito cardiaco, situazioni emozionali e affettive (es.: trovo sempre compagni che mi ripropongono le stesse dinamiche…).

    Ricordiamo che al momento della morte lo HUN sale al cielo e il PO scende alla terra e si dice rimanga nelle ossa il più a lungo possibile perché, come sappiamo, esse si consumano molto lentamente. Molti popoli tradizionalmente cremano i propri defunti per permettere alle loro “anime” di distaccarsi completamente dalla materia il più velocemente possibile.

    Lo Shen ospitato nei Reni è lo ZHI ed è il quinto che compare nell’embrione (è rappresentato dal cuore e da una pianta che cresce; esprime il senso di volizione che nasce dal centro). È la forza mentale che ci fornisce la determinazione e l’attitudine a conseguire da soli i nostri obbiettivi.

    L’espressione di questa volontà deriva da un accumulo di esperienze che ci fa identificare il bisogno e, contemporaneamente, ci dà la spinta e il desiderio di muoverci verso l’esterno, al fine di trasformarsi in atti e manifestazioni della volontà stessa. Nello ZHI, quindi, la volizione che nasce dal bisogno porterà a un ciclo di attività che coinvolgendo gli altri shen, porterà allo ZHI stesso una serie di informazioni e materiali che prepareranno il terreno per la successiva volizione.

    Nella tecnica Shiatsu, saper valutare energeticamente gli aspetti emotivi, psichici e mentali che emergono dai colloqui con i riceventi, risulta fondamentale per la strategia scelta nel trattamento che seguirà.

    I Katà o sequenze di pressioni che l’operatore shiatsu (o shiatsuka) esegue sul corpo del ricevente sono prettamente fisiche, ma vanno a stimolare il circuito dei meridiani energetici che sono come canali che veicolano nel corpo-mente energie specifiche che influenzano e caratterizzano la nostra vita sia sul piano fisico che sul piano psichico, secondo specifici collegamenti legati agli analoghi dei 5 movimenti.

    I cinque movimenti: Legno, Fuoco, Terra, Metallo ed Acqua, altro non sono che 5 fasi del ciclo con cui l’energia si esprime nell’universo e anche nell’uomo influenzandosi a vicenda. In MTC la base di tutti i ragionamenti si fonda sulla teoria dello yin e dello yang, che esprime le relazioni in termini energetici di tutto quanto esiste nell’universo: sono complementari, non può esistere uno senza l’altro, si creano e controllano a vicenda e si trasformano uno nell’altro.

    Avremo quindi 2 movimenti che vanno dallo yin allo yang ed esprimono quindi la crescita dell’energia e di tutti i fenomeni collegati (il Legno e il Fuoco) e 2 movimenti che vanno dallo yang allo yin (il Metallo e l’Acqua) che esprimono il rientro dell’energia e di tutti i fenomeni collegati, infine la Terra (dallo yin allo yang e dallo yang allo yin) che potendo esprimere entrambi i movimenti è la sede di tutte le trasformazioni, permettendo a tutti i movimenti di interagire tra loro.

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    Quando uno shiatsuka colloquia col suo ricevente chiedendogli i motivi che lo hanno portato sin lì, è fondamentale per la sua valutazione energetica e per la scelta della strategia da adottare nel trattamento che ne seguirà, saper interpretare correttamente ciò che il ricevente gli dice, creando legami e connessioni con eventuali squilibri e/o disarmonie nei vari movimenti.

    Molti sono convinti che siccome lo shiatsuka lavora fisicamente sul corpo, gli interessino solo i disagi fisici del ricevente, e invece non è così, perché ciò che si manifesta nella mente dell’individuo è strettamente collegato agli aspetti fisici, anzi generalmente li precede, dando così allo shiatsuka la possibilità di intervenire sugli squilibri quando ancora sono su piani sottili, momento in cui tendono a ribilanciarsi più velocemente, e quindi più facilmente sostenibili nel riequilibrio, prima che interessino anche il piano fisico, molto più lento a modificarsi proprio per la sua natura energetica già strutturata in materia.

    Un piano su cui si esprime l’energia mentale è anche quello dei sogni. Da questo punto di vista il sentimento o l’emozione provata nel sogno può essere un chiaro indicatore dell’energia presente in equilibrio o squilibrio in quel momento.

    Per fare alcuni esempi: Sogni legati a risate, allegria, fuoco, eruzioni vulcaniche, colore rosso, o timidezza e bal buzie potranno farci pensare ad uno Shen di Cuore che si sta esprimendo in carenza o in eccesso.

    Sogni di collera, rancore, vendette, battaglie, fughe, corse in cui cedono i muscoli o i tendini, colore verde, grandi prati o incapacità di ricordare i sogni sono collegabili allo Shen di Fegato (HUN).

    Sogni di malinconia, pianto legato a dolore, perdita, fatica a staccarsi dalle cose a lasciare andare, tristezza, eliminazione, oggetti di metallo, senso di soffocamento, mancanza del respiro, colore bianco come il bagliore del metallo alla luce potranno essere attribuiti allo Shen di Polmone (PO).

    Sogni legati a ossessioni ripetitive, preoccupazioni, canto, ninna nanne, cantilene, frasi ripetute, fame o nausea, percezione delle carni pesanti come fossero richiamate verso terra, piedi che non si alzano da terra, memoria, ricordo e trasformazioni sono legati allo Shen di Terra (YI).

    Sogni in cui è presente l’acqua in ogni sua forma ed espressione (da limpida a scura, da quieta al massimo del vortice e del movimento),  paura in ogni sua declinazione, visualizzazione di ossa di struttura scheletrica, lamenti per attirare attenzione e colore nero sono riconducibili allo Shen di Acqua (ZHI).

    Si può comprendere quindi come l’interpretazione dei sogni in chiave energetica fornisca una delle vie più concrete per intervenire e prevenire i disturbi corporei.

    Ad esempio un soggetto che inizialmente esprime solo rabbia o rancore, progressivamente può manifestare dolori ai muscoli, lungo i canali energetici dedicati (scapole, testa) ed infine anche all’organo collegato e alle sue funzioni. Se l’operatore riesce a riequilibrare il movimento Legno del ricevente in tempo utile, i danni alla struttura fisica saranno nulli o più limitati.

    Un esempio scherzoso per far capire come funziona il legame tra i vari Shen dei cinque movimenti: Lo Hun (Fegato), se è in equilibrio, ha moltissime idee. Supponiamo che abbia partorito l’idea di studiare lo Shiatsu… ecco che l’idea passa allora al vaglio dello Shen di Cuore che esercitando la sua capacità di giusta comprensione e discernimento verifica se l’idea è consona e giusta… a questo punto interverrà lo Yi della Milza che strutturerà, organizzerà l’idea, provvedendo a raccogliere tutte le informazioni possibili su tutti i corsi di shiatsu, leggendo, andando su internet, telefonando, verificando che ci sia la disponibilità di tempo e le condizioni economiche per portare a compimento il progetto… una volta definiti questi aspetti interverrà il Po di Polmone che ci permetterà di attingere le risorse che ci consentiranno di intraprendere materialmente l’impresa e che opereranno durante tutta la sua realizzazione (capacità di entrare in contatto con l’altro, di sapere apprendere e memorizzare e così via…) infine dovrà subentrare lo Zhi del Rene che raccogliendo tutte le informazioni portate nel profondo, identifica come un bisogno iscriversi al corso di Shiatsu organizzato dall’IRTE, che all’analisi è risultato il più completo, quello che dà maggiori garanzie sulla qualità dell’insegnamento e degli insegnanti e, anche in funzione di tutto questo, il più vantaggioso economicamente… ecco che quindi l’identificazione del bisogno porta la volontà del futuro studente ad iscriversi subito al corso di shiatsu per non ri – schiare di rimanere escluso dal numero chiuso di quell’anno!!! Mi auguro di tutto cuore che questi articoli divulgativi suscitino in voi l’interesse ad approfondire questo meraviglioso mondo dell’energia in cui siamo calati e di cui siamo così poco consapevoli fino a quando non sviluppiamo curiosità ad apprendere attraverso l’esperienza del metterci in gioco. Venite a giocare con noi! Un sorriso a tutti voi.

     

    Bibliografia:

    Trattato professionale di Shiatsu − Fabio Zagato − Red edizioni
    Diagnosi Shiatsu − Franco Bottalo − Xenia edizioni
    I fondamenti della medicina tradizionale cinese – Giovanni Maciocia − Ambrosiana