• Yin e Yang: una coppia affascinante…

  • yin e yang Alessandra Borelli

    Yin e Yang: una coppia affascinante…
    Articolo di Alessandra Borelli

    Tutti conosciamo il simbolo circolare, al cui interno sono rappresentate due gocce a contrasto, una bianca e una nera, che a loro volta racchiudono una sfera di colore contrapposto. È il simbolo del Taiji, ormai divenuto motivo di ciondoli, tatuaggi e cover di smartphone, ma che dietro le sue linee essenziali custodisce un significato molto più che simbolico.

    Forse sarà curioso scoprire che la misura della circonferenza del Taiji è pari alla somma del perimetro delle due gocce e delle sfere in esse racchiuse. Questa passione per la simmetria la si può ritrovare in moltissime delle rappresentazioni grafiche legate alla filosofia orientale. Il numero e il calcolo matematico diventano così uno strumento di comunicazione simbolica di concetti molto più complessi della forma che li rappresenta.

    La numerologia nella cultura cinese è considerata la scienza sacra per eccellenza: antica quanto la scrittura, diventava strumento di potere nelle mani di capi tribù, sciamani e imperatori che riservavano a pochi eletti il privilegio di decodificarne i segreti. Così come l’Uno, il primo dei numeri, viene considerato nella filosofia cinese il garante dell’unità (la condizione originale precedente la distinzione tra il Cielo e la Terra), il Due è il numero della divisione che permette l’apparire della coppia.

    “Il Due è il battito che attesta la vitalità propria di Uno e rappresenta l’apertura dell’unità, permettendone la relazione tramite la distinzione” (Fabrizio Bonanomi – I numeri e l’ordine naturale delle cose)

    Due è la cifra della Terra, perché essa è accoppiata al Cielo; l’unione della diversità di due entità complementari e contrapposte, che cercano incessantemente di compensare e appianare le disparità; la cifra dei due principi Yin e Yang.

    Le definizioni Yin e Yang appaiono per la prima volta nel Libro dei Canti, opera letteraria cinese risalente al V secolo a.C., con una gamma di significati diversi.

    Yin

    Yin

    L’ideogramma e il termine Yin non sono mai stati tradotti in lingua occidentale, conservando nel suono della parola il concetto di raccolta e stasi. L’ideogramma nel suo complesso descrive figurativamente il versante in ombra di una montagna, il senso di protezione e movimento rallentato rappresentati dalle nuvole stanziali nel cielo coperto. Yin viene utilizzato quindi come sinonimo di tempo freddo e torbido, di cielo nuvoloso, di interno, di camera scura, fresca, aerata.

    Yang

    Yang
    Il termine Yang nel Libro dei Canti è associato alle immagini opposte (tempo caldo, cielo limpido, sereno, luce esterna,…), ma anche come aggettivo caratterizzante la figura maschile e movimenti vigorosi. Anche questo ideogramma non ha mai avuto una traduzione in occidente, sta ad indicare l’accelerazione, il dinamismo, il movimento in senso lato ma anche la possibilità di azione. Rappresenta le attività quotidiane svolte alla luce del sole, necessarie quanto il riposo notturno.

    Con il concetto Yin-Yang si possono quindi descrivere gli opposti e le polarità di qualsiasi manifestazione dell’esistere, visibile o invisibile che sia. Diventa una chiave di lettura dell’universo, attraverso la quale la filosofia orientale riesce a descrivere e identificare tutti i fenomeni della natura, gli aspetti della vita e del pensiero. Non si può darne una definizione precisa, se non di un’entità dai confini connessi e separati, distinti ma complementari. Andando oltre l’immagine, dev’essere pensata come un concetto dinamico, un continuo movimento in cui lo Yin contiene lo Yang e viceversa, in incessante avvicendamento e relazione.

    Il Nei Jing parla chiaramente di questa natura “indefinibile” dei Yin e Yang, dicendo “Lo Yin e lo Yang hanno il nome ma non la forma; contate cento, ma giudicate mille; contate mille, ma giudicate centomila”

    L’espressione della totalità di questo universo poliedrico e dinamico è quindi il Tai YI (Grande Uno), oltre la quale abbiamo la Via, o Tao, concetto basilare del pensiero filosofico taoista cinese: “All’inizio era il Tao. Il Tao ha dato origine all’Uno, l’Uno produce il Due (Yin e Yang), il Due origina il Tre. Il Tre produce i 10.000 esseri.Tutto ciò che esiste ha alle spalle lo Yin e dinanzia  sé lo Yang..” Così recita il Daodejing di Lao Tze, testo cardine del pensiero cosmogonico orientale.

    La nostra mente e la nostra impostazione culturale hanno difficoltà a pensarli uniti tra loro: per noi occidentali “opposto” significa “contrario, distinto”. In Occidente il Due è la radice della divisione e dell’antagonismo: bene e male, amore e odio, bello e brutto…Mentre nel pensiero cinese gli opposti sono complementari e stanno alla base di ogni fenomeno vivente.

    Yin e Yang quindi sono inseparabili, ma per studiarli è meglio pensarli separatamente.

    Rappresentazione grafica del TAI YI e caratteristiche salienti dello YIN – YANG

    Tai-yi

     

     

     

     

    YIN                       YANG
    visibile                 invisibile
    acqua                   fuoco
    freddo                  caldo
    sangue                 aria (respiro)
    buio                      luce
    Luna                     (luce riflessa) Sole (luce propria)
    inattività              attività
    staticità                movimento
    verso il basso      verso l’alto
    terra                     cielo

    L’importanza di questo concetto nella pratica della medicina orientale è basilare. Poiché ogni fenomeno viene definito come appartenente a qualche grado di Yin o Yang, è allora intuitivo comprendere come le oscillazioni tra lo stato di salute e malattia possano essere decodificate e attribuite a qualche grado di espressione di una di queste due forme di energia.

    È il primo atto medico di ogni pratica appartenente al corpo della medicina cinese, indispensabile a orientare la scelta terapeutica e sostenere il proprio ricevente o paziente a ripristinare il corretto fluire di questo dinamismo, dal cui disequilibrio dipende il suo disagio.

    Esistono inoltre importanti analogie tra Yin e Yang e lo scandire del ritmo del giorno e delle stagioni, oltre a semplici regole che definiscono il loro rapporto in continua evoluzione. Attribuzioni altrettanto utili a mirare un intervento di cura efficace e duraturo.

    Abbiamo accennato poco sopra alla lettura dello scorrere del tempo secondo l’alternanza Yin – Yang, si è poi trattato in altri articoli della corrispondenza tra il ciclo circannuale stagionale e le diverse manifestazioni di queste energie.
    Allo stesso modo potremo classificare e descrivere in un’ottica Yin e Yang anche il ciclo circadiano, cioè la cadenza dei mutamenti dell’energia universale durante lo scorrere delle 24 ore.

    Schema

    “Nello Yin vi è lo Yin. Nello Yang vi è lo Yang. In effetti il giorno è Yang, la notte è Yin. Dall’alba a mezzogiorno vi è lo Yang nello Yang; da mezzogiorno al crepuscolo c’è lo Yin nello Yang; dal crepuscolo al canto del gallo (dalle 24 alle 2 – n.d.T.) c’è lo Yin nello Yin; dal canto del gallo all’aurora c’è lo Yang nello Yin” (nei Jing su Wen – cap. 4)

    • verso il mattino con temperatura fresca e fisico più attivo si ha lo Yang in Yang
    • da mezzogiorno, quando la temperatura è al massimo del calore e il corpo inizia ad essere meno attivo si ha lo Yin in Yang
    • di sera con temperatura più calda e fisico più stanco si ha lo Yin in Yin.
    • durante la notte abbiamo lo Yin in Yin inizialmente, ma da mezzanotte in poi lo Yang entra nello Yin.

    Questo esempio ci fa ulteriormente capire quanto la natura di Yin e Yang sia infinitamente complessa e relativizzabile, oltre che introdurre il concetto di influenza sull’uomo dell’alternanza Yin/Yang nei ritmi della vita.

    Lo Yang in Yin rappresenta l’energia nascente, quindi l’infanzia e la giovinezza, che divengono Yang in Yang nella giovinezza che volge alla maturità. L’età adulta che volge alla vecchiaia è rappresentata dallo Yin in Yang, mentre la vecchiaia che si volge al termine della vita, sta in realtà mutando stato, quindi si muta nello Yin in Yin.

    Allo stesso modo possiamo leggere l’evoluzione di una patologia comune e non grave come l’innalzamento della temperatura durante un’influenza: la febbre che al mattino è bassa cresce gradualmente verso sera. In questo caso l’energia di difesa, che è tipicamente Yang, è al suo massimo di attività nelle prime ore del giorno, mentre quando gradualmente diminuisce il suo effetto protettivo, lascia il corpo esposto ai patogeni, così che la febbre – di origine virale o batterica – ha campo libero per invadere l’organismo. Solo quando la febbre toccherà l’apice, nel cuore della notte, la temperatura inizierà a diminuire attraverso la sudorazione per riprender e il suo ciclo di remissione e risalita.

    I quattro principi fondamentali di Yin – Yang

    I due concetti sono regolati da leggi di relazione, che ne definiscono gli ambiti di azione e la reciproca interdipendenza.

    1) Yin e Yang sono opposti
    2) Yin e Yang hanno reciproca origine
    3) Yin e Yang sono in reciproco equilibrio
    4) Yin e Yang si alternano e si trasformano reciprocamente

    Dalla loro opposizione hanno origine tutti i fenomeni dell’universo visibile e invisibile. L’antitesi di Yin e Yang è quella che genera il movimento, la relazione dinamica di ogni aspetto della natura, in cui l’aspetto che in quel momento predomina controlla e riduce quello meno evidente (ad es. il caldo estivo annulla il freddo, il sorgere del sole elimina il buio, etc..).Yin e Yang sono opposti

    Yin e Yang hanno reciproca origine

    Sono complementari, perché ognuno dei due aspetti è inconcepibile senza l’altro. Abbiamo un’idea del buio perché conosciamo la luce, del caldo perché abbiamo un freddo a cui contrapporla. Opposizione e interdipendenza sono quindi coesistenti.

    Nello studio delle applicazioni di Yin e Yang sul corpo umano, vedremo come lo Yin governa la sostanza e lo Yang la funzione di un organo o di un apparato, ma al tempo stesso in cui la sostanza alimenta la funzione, la funzione stimola la produzione della sostanza.

    Yin e Yang sono in reciproco equilibrio

    Posto che la quantità di Yin e Yang dell’insieme non può essere variata, può variare il loro rapporto di equilibrio. L’aumento dell’uno comporterà la diminuzione dell’altro e viceversa, motivando la ricerca di un nuovo equilibrio interno. Questo in termini medici si esprime col concetto di omeostasi, cioè la tendenza dei sistemi fisiologici a mantenere costanti i parametri chimico fisici che permettono il corretto svolgersi delle funzioni dell’organismo.

    Yin e Yang si alternano e si trasformano reciprocamente

    Significa che in determinate circostanze Yin si trasforma in Yang e viceversa. Questa è considerata la legge più importante di tutte, perché governa e regola lo sviluppo di tutte i fenomeni dell’universo. Così come abbiamo visto l’alternanza di giorno e notte, ogni forma di energia, giunta all’estremo, si inverte, originando il suo opposto.

    È così che, seguendo la trama di queste regole e il loro incessante e mutevole intreccio, l’operatore di medicina orientale sceglie le sue strategie e gli strumenti più idonei, senza trascurare l’ascolto e l’attenzione che ogni atto di cura necessariamente comporta.